Urbino deve essere vista tutta, conquistando via via una visione completa della sua unità e del suo significato; tutta e con calma senza abbreviazioni né distrazioni (‘Cantonate di Urbino’, 1981).

 

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Alla fine degli anni Cinquanta, Paolo Volponi progettava di scrivere un film documentario su Urbino. Il film non sarà mai realizzato, ma del progetto ci restano alcuni abbozzi di sceneggiatura e dei filmati girati da Volponi stesso come ‘appunti’.

Volponi non era un operatore professionista, né i mezzi tecnici dell’epoca erano tecnologicamente avanzati quanto gli strumenti che oggi ci offre anche solo un telefono cellulare. Le immagini della sua macchina da presa sono prove per un progetto, non un prodotto finale. Come spettatori dobbiamo quindi seguire il suo sguardo sulla città – gli abitanti, le attività, il lavoro intorno alla fornace del padre, i paesaggi che la circondano.

Volponi, insieme a quell’acutezza poetica soltanto sua, aveva una mente registica naturale. Tante sono le intuizioni veloci, gli spunti di sceneggiatura in queste sue immagini d’epoca, su cui non sono stati fatti tagli o interventi di montaggio. Del girato sono stati mantenuti filologicamente i blocchi sequenza. Come accompagnamento sono state composte musiche e scelti effetti sonori di sottolineatura, mentre le voci (in ordine di intervento) sono di Tonino Guerra e dello stesso Paolo Volponi.

Al termine della proiezione, Neri Marcorè leggerà brani tratti da uno degli abbozzi di sceneggiatura di Paolo Volponi e da altri testi inediti dell’autore, tra cui un poemetto dedicato al padre, Arturo Volponi, e il racconto di uno dei suoi innumerevoli viaggi in corriera: andarsene da Urbino per poi tornare.

 

Il Festival ringrazia Caterina Volponi per la concessione dei filmati per la proiezione e per i testi inediti

Adattamento video e commento sonoro Alessandro Tontinianche grazie al materiale di archivio di Tele 2000

Sabato 18 maggio, ore 15.30 – Teatro Sanzio, Urbino
Ingresso libero fino a esaurimento posti